A Lagonegro un ulivo per Mimmo

A Lagonegro, un gesto di memoria viva e radicata nel futuro

“Io lotto e mi ribello.
Grido per coloro che non han più voce
perché l’han persa urlando e piangendo
o per quelli che han dimenticato di averla.”
— Mimmo Beneventano

Nel cortile del plesso scolastico di Piazza della Repubblica a Lagonegro è stato piantato un ulivo in memoria di Mimmo Beneventano, medico, poeta e consigliere comunale assassinato dalla camorra il 7 novembre 1980.

Non un albero qualunque, ma un gesto simbolico carico di senso: segno di pace, resistenza e rinascita, radicato nella terra e nella memoria collettiva.
L’iniziativa è stata promossa dal Presidio di Libera Lagonegrese, intitolato a Mimmo Beneventano, con la partecipazione della sorella Rosalba Beneventano, testimone viva del suo impegno civile e politico.

La cerimonia ha coinvolto anche gli studenti della scuola secondaria di primo grado, che – guidati dai docenti – hanno avuto l’occasione di riflettere sulle conseguenze delle azioni mafiose e sul ruolo che ciascuno può assumere nella costruzione di una società giusta, fondata sulla legalità, sulla dignità e sul rispetto.

Durante il suo intervento, il sindaco di Lagonegro, Salvatore Falabella, ha ricordato l’importanza della memoria come dovere civico e ha rivolto un ringraziamento particolare a tutte le persone e le associazioni che hanno reso possibile l’iniziativa:
il Dirigente scolastico, Prof. Vito Carlomagno, l’associazione Libera contro le mafie Lagonegrese, e Legambiente Maratea – Sky & Sea, per il loro impegno concreto nella diffusione della cultura della legalità e nella valorizzazione delle storie esemplari come quella di Mimmo.

“È fondamentale ricordare tutti gli uomini, le donne e i bambini che sono stati uccisi dalla crudeltà della mafia. A loro dobbiamo l’impegno di costruire una società incentrata sulla legalità, sul rispetto e sulla giustizia.”
Salvatore Falabella, sindaco di Lagonegro

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