Biografia


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Mimmo Beneventano nasce l’11 luglio del 1948 a Petina (Salerno), un paesino ai piedi dei monti Alburni. Le origini sono lucane; il padre, guardia forestale, è di Sasso di Castalda (PZ), la mamma di Polla (Salerno). Sono le esigenze lavorative del padre che prima lo portano in provincia di Salerno, a Teggiano, e poi, dal 1961 al 1964, a Giffoni Valle Piana. Dal 1964, la famiglia Beneventano si trasferisce ad Ottaviano, in provincia di Napoli, dove Mimmo, dopo essersi laureato in medicina e specializzato in chirurgia, svolge la professione medica e l’attività di chirurgo presso l’ospedale S. Gennaro di Napoli. Si deve alla sua generosità, al suo altruismo e al suo non poter vivere ignorando la sofferenza degli altri, l’impegno nelle organizzazioni cattoliche col solo
scopo di portare sollievo a chi ne ha bisogno.
Nei momenti importanti sarà sempre presente, sarà nel Belice a soccorrere i terremotati o a Firenze a salvare il patrimonio artistico, minacciato dall’alluvione.
Ma tutto questo non basta. Sente l’esigenza di doversi caratterizzare in modo inequivocabile, di dare un segnale, per così dire, definitivo, quasi a lasciar capire che da qui non si torna indietro: ed è proprio qui che troviamo la spiegazione della sua iscrizione al Partito Comunista Italiano. Egli è riferimento importante per la gente, e la sua candidatura a consigliere comunale nelle liste del P. C. I., nel maggio del 1975, ad Ottaviano sarà inevitabile, come la valanga di preferenze che raccolse allora e alle successive elezioni del giugno del 1980.
Nonostante ciò, avvertiva anche un forte il senso di appartenenza, sentendosi profondamente legato a quello che lui definiva il suo Paese – Sasso di Castalda – , dove, contemporaneamente, nel 1975, Mimmo sarà eletto consigliere comunale.
Ma Sasso rappresentava per Lui il naturale rifugio, un luogo che gli infondeva serenità, dove si sentiva sicuro, fra gente leale, e al riparo da tormenti e da veleni: il cielo di Sasso, nelle notti di agosto, lo incantava talmente da sentirsi quasi al cospetto di Dio.
Ma ecco che un giorno, il 7 novembre 1980, la sua vita generosa e ricca fu stroncata barbaramente in un agguato camorristico ad Ottaviano, in quella strada che oggi porta il suo nome mentre, di primo mattino e abitualmente, si recava in ospedale per il suo lavoro. Nel 1989, sulla scorta delle battaglie ambientaliste in difesa del territorio vesuviano nasceva ad Ottaviano un circolo di Legambiente a lui intitolato. E poi una sezione di partito. Ed infine, nel 1998, finalmente il nome di Mimmo si legava ad un istituzione; il primo circolo didattico di Ottaviano cambiava denominazione in Direzione didattica “Mimmo Beneventano”.
Il comune di Giffoni Valle Piana nel 1992 gli intitolerà una via cittadina , così come il Comune di Pomigliano D’arco e sant’Anastasia in provincia di Napoli, mentre il Comune di Sasso di Castalda intitoleranno a lui una piazza, una sede di partito e l’Aula del Consiglio Comunale.
È trascorso più di un quarto di secolo da quel giorno, ma la sua voce la udiamo ancora: determinata, forte nel richiamo alle responsabilità, precisa nelle accuse circostanziate e frutto di analisi attenta e lucida.
La sua voce dovette sembrare intollerabile a chi della violenza aveva fatto la propria legge e non temeva di eliminare chiunque potesse ostacolare la sua strada.
Non era un eroe, ma lo diventò, trovandosi a vivere in un territorio insidioso in un momento in cui il confine fra politica, affari e camorra era diventato sempre più labile. Era, dunque, un eroe che con le uniche armi dell’intelligenza, dell’intuito, della ragione e del cuore sfidò l’arroganza della camorra e dei politici corrotti, mettendo in seria difficoltà i loro piani criminali.
Pertanto, onorarne la memoria significa tener vivi i valori eterni della solidarietà e della legalità .